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Mustang, Il Tiji Festival

Trekking nel Regno proibito del Mustang, in occasione del Tiji Festival, previsto nel mese di maggio. Questa celebrazione, che dura 3 giorni, è una delle tradizioni piu profonde della religione buddhista e viene celebrata nel Villaggio di Lo Manthang, la “capitale” del Regno Proibito. I Monaci locali indossano maschere tradizionali e vogliono rappresentare la vita di Dorje Joho che combatte contro i demoni per difendere il Regno del Mustang. Un mix di avventura e profonda cultura. Da non perdere.

17

Durata

17 Giorni

Livello

Facile

Altitudine massima

4100 mt

Informazione Generali

  • Durata: 17 giorni (Trekking 12 giorni)
  • Difficolta: Facile
  • Altezza Massima: 4100 mt
  • Temperature: 25°/5°
  • Stagione: Altissima
  • Ore di Camminata: Facoltativa
  • Trasporti in Nepal: Privati con autista e gasolio inclusi
  • Trasporti in Mustang: Jeep Giapponesi “Green Plate” (Le piu’ comode in assoluto)
  • Categoria Hotel: Medio budget nelle citta’ / Lodge basici in Mustang

Itinerario

Giorno 1 –  Italia - Kathmandu

Partenza dall’Italia con volo di linea per Kathmandu.

Giorno 2 –  Kathmandu

Arrivare a Kathmandu è un'esperienza eccitante e memorabile, la veduta panoramica delle cime innevate della catena Himalayana si presenterà alla vostra vista. La capitale nepalese è situata in un'ampia vallata a 1340 mt di quota. All'aeroporto ci sarà il nostro staff ad attendervi. Giornata dedicata alla visita della Kathmandu storica e culturale. Visita al monastero Buddhista di Boudhnath, lo stupa più grande del Nepal e al tempio Hindu di Pashupatinat, luogo di cerimonia Hindu, per poi concludere con la visita al Monkey Temple, un mix di Hinduismo e Buddhismo, da dove si gode una vista bellissima su Kathmandu. Trasferimento in hotel, pernottamento.

Tutti i famosi siti patrimonio dell'umanità UNESCO sono stati riaperti. Il Nepal Tourism Board ha comunicato che, in alcuni di questi, non sarà possibile visitare alcune aree per motivi di sicurezza e per preservare oggetti e manufatti di valore. La più danneggiata è stata Kathmandu Durbar Square e la parte antica della città (qualche monumento è stato danneggiato anche nelle Durbar Square di Patan e Bhaktapur), ma tutti i siti culturali sono stati ripuliti e governo e associazioni stanno lavorando per la ricostruzione degli stessi. In caso alcuni lavori dovessero durare più a lungo, sarà comunque possibile visitare ciò che non è stato danneggiato e altri siti di interesse storico e culturale, quali il Kopan Monastery, Boudhanilkantha o il Pharping Monastery.

Giorno 3 –  Kathmandu – Bandipur – Pokhara

Colazione in hotel e successivo trasferimento a Pokhara (210 km) in Bus Deluxe. Sulla strada ci fermiamo a Bandipur, che si trova a metà strada tra Pokhara e Kathmandu. Da questo villaggio nepalese puro potremo osservare viste uniche sull'Himalaya. E' uno dei punti di vedute più belli di tutto il Nepal (Annapurna, Dhaulagiri, Ganesh, Langtang), nonchè una cittadina interessante per conoscere dal vero la cultura Newari. Avremo il tempo per visitare il villaggio. Partenza, poi, alla volta di Pokhara. Arrivo, sistemazione in Hotel e prima visita della bellissima cittadina. Pernottamento.

Giorno 4 – Pokhara - Jomson

Dopo colazione, trasferimento a Jomsom (151 km). Jomson, anche conosciuta come Dzongsam o Nuovo Forte, si trova a 2800metri di altitudine. Si trova nella regione nepalese del Mustang, e si estende su entrambe le sponde del Kali Gandaki River. Su queste sponde si trovano pietre sacre agli Hinduisti. Sullo sfondo si elevano le altissime vette del Dhaulagiri e del Nilgiri. E’ stata per secoli una delle maggiori rotte di commercio. Fino al 1959, i commercianti scambiavano diversi beni, ma soprattutto sale raccolto dai laghi salati del Tibet in cambio di riso e orzo raccolti nelle colline del Nepal centrale. Il commercio è ora ridotto a causa della concorrenza dell’India e dei cambiamenti politici ed economici in Tibet. Sistemazione in guest house, pensione completa. ( Per raggiungere Jomson ci si impiega l’intera giornata ma viaggiando attraverso bellissimi paesaggi ci si immerge sin da subito nelle atmosfere di questa remota regione evitando anche il trasferimento aereo che sovente subisce dei ritardi o anche cancellazioni a causa soprattutto dei forti venti ).

Giorno 5 – Jomson - Ghami

Dopo colazione guidiamo fino a Kagbeni e ritiriamo i permessi, continuiamo poi fino a Chuile, costeggiando la banchina del fiume Kaligandaki. Se sarà possibile attraversare il fiume continueremo poi fino a Ghami 32km), se no cambieremo Jeep per raggiungere la città. Ghami è una magnifica cittadina, ricca di un’atmosfera meravigliosa. E’ la terza città del Mustang, che sorge in alto rispetto al fiume ed è circondata da campi coltivati. Questo luogo è incredibilmente silenzioso, lo Dzong è in disuso ed il Gompa vicino al forte chiuso. I tetti delle case vengono normalmente utilizzati come essicatoi per lo sterco degli animali, utilizzato come combustibile. Sistemazione in guest house, pensione completa.

Giorno 6 –  Ghami – Lo Manthang

La giornata di guida di oggi ci regalerà viste e panorami fantastici del Dhaulagiri. Arriveremo a Lo Manthang (26 km) per l’ora di pranzo. Lo Manthang, la capitale e il villaggio più importante del Regno, giace al confine con il Tibet. Fu fondata nel 1450 dal figlio del leggendario Ame Pal, conquistatore che unificò i piccoli regni del Mustang superiore. Il muro alto, lungo 300 metri e spesso 150 m, a forma di “ L “, ha protetto la città da banditi e venti feroci per centinaia di anni e gli archeologi affermano che non essendo mai stato più esteso il muro, la comunità rimase immutata per 500 anni. Circa 1.200 persone vivono qui in circa 150 abitazioni, collegati da vicoli stretti. Vi sono alcuni chorten di fronte all’ingresso principale, dopo il quale vediamo subito il palazzo del re. Vi sono inoltre tre monasteri a Lo Manthang, ma i monaci risiedono solo nel più vicino Chode Lhakhang, che è più antico di circa 200 anni. Gli altri due monasteri non sono più in uso, ma sono gestiti da diverse famiglie, che condividono i diritti di cambiare l’acqua ogni mattina e di accendere le lampade a burro di notte. Molta gente qui protegge le proprie case dagli spiriti maligni appendendo delle “trappole per fantasmi” sopra le porte – queste sono delle teste di capre decorate con intrecci di corde. Il paesaggio intorno a Lo Manthang è straordinario nella sua diversità, caratterizzato da vallate, canyon, pianure, montagne coperte di neve e fiumi. In questo piccolo e pittoresco centro si respira un’atmosfera antica e surreale. Visita al re e al Palazzo Reale. Sistemazione in guest house, pensione completa.

Giorno 7 – Lo Manthang (Tiji Festival)

Giornata a Lo Manthang per condividere la festività assieme ai Monaci buddisti e ai cittadini. Visita ai Monasteri locali per le tradizionali celebrazioni. Ci sono tre monasteri dentro la fortezza. Dentro uno di questi c’è l’immagine enorme di un Buddha seduto in meditazione, e molte altre statue di varie divinità. Thanka antichi e meravigliosi pendono dal soffitto e dai pilastri del monastero. I muri sono dipinti con storie di Buddha e altri racconti. Il Gompa appare antico e nella sua forma originaria. I Lama per pregare e meditare usano il terzo monastero, chiamato Tugchen. Dentro il monastero c’è una stanza separata dove si trovano maschere e costumi. Questi costumi vengono indossati dai Lama durante la festività. Il Re del Mustang partecipa al festival indossando i suoi vestiti da cerimonia. Sistemazione in guest house, pensione completa.

Giorno 8 –  Lo Manthang (Tiji Festival ed escursioni)

Secondo giorno di Festival a Lo Manthang. Questo è il giorno principale di festeggiamenti: danze e riti locali ci accompagneranno per tutta la mattina. Al pomeriggio escursione a cavallo al Gompa di Namgyal e ai Monasteri costruiti nelle rocce. Il Gompa di Namgyal è uno dei più antichi monasteri del Mustang: fu costruito nel XIII secolo durante la tradizione Ngor di Sakyapa. Fu costruito accorpando quattro grandi monasteri della tradizione Ngor: per questo è considerato il custode chiave dei quattro grandi antichi monasteri. Sistemazione in guest house, pensione completa.

Giorno 9 – Lo Manthang - Tsarang

Oggi assistiamo alla cerimonia di chiusura del Festival. Dopo pranzo partiamo per Tsarang (12 km, 2h circa), uno dei luoghi più religiosi del Mustang, villaggio magico ed ex capitale e residenza del Raja del Lho. Tsarang è la seconda città del Mustang, con circa 1000 abitanti. Una magica spiritualità pervade il villaggio. La vista del Monastero (gompa) locale ci apre le porte del villaggio Tibetano. Questo monastero arancione, bianco e rosso e il suo vecchio palazzo sono perfettamente adatti al paesaggio mozzafiato. Il gompa è un edificio massiccio che si erge su un colle dietro al quale sono visibili i ghiacciai. In tempi passati, centinaia di monaci vivevano qui – oggi ve ne sono solo una cinquantina e la maggioranza non sono residenti. Sebbene imponente dall’esterno, il gompa è in stato decadente e molte stanze sono in disuso. Vi sono molti dipinti di pregio in una sala di assemblea, così come Tankha e statue. L’altro punto di riferimento principale è il palazzo del re, anch’esso caduto in rovina non essendo in uso da mezzo secolo. Le sole due stanze rimanenti in buone condizioni sono la Gonkhang e la cappella, dove vi sono alcune statue raffinate, incluse i cosiddetti “I Tre Santi”, tre figure che hanno svolto un ruolo importante nella storia antica del Mustang, e dei libri tibetani. Nel Gonkhang, o “Stanza dei protettori”, vi è un leopardo delle nevi imbalsamato, alcune armi antiche e una “mano” che ha tre leggende popolari : la prima secondo la quale era di un ladro, la seconda che dice che fosse di un monaco che la offrì in sacrificio e la terza secondo la quale fu tagliata all’architetto di questo Dzong, per impedirgli di creare una simile struttura altrove. Sistemazione in guest house, pensione completa.

Giorno 10 – Tsarang – Kagbeni

Oggi ci dirigiamo verso Kagbeni (50 km, 6h circa), villaggio di influenza tibetana ricco di ruote di preghiera, Stupa e un monastero Buddhista risalente a 500 anni fa. Il nome Kagbeni proviene da “kag” (masso di pietra) e “beni” (confluenza dei due fiumi) e infatti Kagbeni giace sulle sponde della confluenza dei fiumi Kali Gandaki e del Jhong. Storicamente, Kagbeni è stato un importante passaggio sulla strada commerciale del sale. Ancora oggi, la disposizione della città testimonia la guerra e riflette la sua posizione di confine. Vi sono campi di mais, orzo e patate che circondano questo villaggio incantevole, caratterizzato da edifici a due e tre piani con pareti bianche, tetti piatti dove legna da ardere e fieno vengono messi a seccare al sole per l’inverno. Le case sono costruite molto vicine le une alle altre con dei vicoli che conducono alle porte d’ingresso, dando al villaggio un assetto a labirinto. E’ una città che sembra uscita dal passato, con le sue case di fango una vicina all’altra, piccoli sentieri scuri, imponenti stupa e un grande Gompa color ocra arrampicato sopra la città. Molte persone vestono ancora con i vestiti tibetani. Una delle maggiori attrazioni di Kagbeni è il Thupten Samphel Ling Gompa, che significa “monastero del luogo in cui fermarsi e sviluppare concentrazione sugli insegnamenti di Bhudda”. Il monastero fu fondato nel 1429. Fino alla metà del XVIII secolo, il monastero ospitò circa 100 monaci dai 12 villaggi vicini. L’altare del monastero espone icone di bronzo del Sakyamuni Bhudda a fianco dei suoi discepoli Sariputra e Maudgalanya e altre divinità, Thanka, affreschi e bellissime lavorazioni in legno.

Il monastero è il centro della vita spirituale per la comunità. Grazie all’aiuto esterno e della comunità locale, nel 2009 è stato fondato un collegio per i monaci, il che dà un’opportunità ai giovani monaci di Kagbeni e dei villaggi circostanti di studiare materie – sia religiose che non – sotto la disciplina monastica tibetana. Sistemazione in guest house, pensione completa.

Giorno 11 –  Kagbeni - Muktinath - Jomson

Dopo colazione, ci dirigiamo verso Muktinath. Il tempio e i complessi religiosi di Muktinath si trovano a circa 90m di altitudine sopra Ranipauwa. Muktinath è un luogo sacro e di pellegrinaggio sia per gli Hinduisti sia per i Buddisthi. Si trova nella valle omonima, a 3.710 metri di altezza, ai piedi del passo del Thorong La. Qui si trovano un tempio buddhista e il tempio di Vishnu Mandir (in stile pagoda) considerato sacro (come gli altri 108 Divya Desam, ossia templi di Vishnu) dal culto Sri Vaishanava. Il tempio è uno dei più antichi tra i templi Hindu della dea Vishnu. Il Murti (un’immagine che rappresenta lo spirito divino di Vishnnu) è in oro e alto quasi quanto una persona. Nel giardino esterno si trovano 108 musi di tori dai quali esce acqua gelata. L’acqua sacra che passa per 108 tubi intorno al complesso del tempio denota tutte le sacre acque Pushkarini (le Vasche del Tempio) di tutti i 108 templi di Vishnu del culto Sri Vaishanava, nei quali i devoti fanno i loro bagni sacri anche a temperature ghiacciate. Ancora più sacra è l’acqua che proviene da una roccia all’interno del tempio in stile tibetano Jwala Mai, poco dietro la pagoda. Dentro il tempio, dietro una tenda lacera, ci sono piccoli getti di gas naturale che producono una perpetua vampa di fumo, di fianco a una fonte che è la sorgente dell’acqua sacra. Questa favorevole combinazione di terra, fuoco e acqua è responsabile dell’importanza religiosa di Muktinath. E’ spesso possibile vedere donne tibetane con elaborati copricapo turchesi devote presso questi complessi religiosi.

La tradizione Buddhista Tibetana vuole che Guru Rimpoche, il fondatore del Buddhismo Tibetano, abbia meditato a Muktinath durante il suo viaggio verso il Tibet.

Sulla strada sarà possibile incontrare molti pellegrini Hindi e Nepalesi. I pellegrini più colorati sono i monaci asceti Sadhu, che viaggiano poco vestiti, macchiati di cenere e spesso portando una lancia con tre punte chiamata Trishul. Arrivo a Jomson (24 km, 5h30 circa), sistemazione in gust house, pensione completa.

Giorno 12 – Jomson – Pokhara - Kathmandu

Al mattino volo per Pokhara. Se il volo sarà puntuale, visiteremo il campo profughi tibetani. Il campo accoglie circa mille rifugiati, di cui trecento nati in Tibet, in un’area dove sono state edificate nel tempo e non senza difficoltà, la scuola, il Tibetan Children Village, l’ospedale, la biblioteca ed anche un piccolo monastero di tradizione Gelug-pa, i berretti gialli del Dalai Lama. Il governo nepalese li ospita come rifugiati non politici e non è poco: i confini con l’Impero cinese sono infatti più vicini di quanto si immagini. Le istituzioni locali non sono ostili ed incoraggiano l’integrazione sociale e lavorativa dei tibetani. Al termine trasferimento a Kathmandu (6h30 circa). Arrivo, sistemazione in hotel, pernottamento.

(nel caso il volo arrivasse in ritardo a Pokhara, la visita al campo dei rifugiati verrà cancellata e verrà effettuato l’immediato trasferimento a Kathmandu. Ovvero, se il volo dovesse essere cancellato, potrebbe essere necessario effettuare il trasferimento Jomson-Pokhara in jeep. In questo caso si dormirà a Pokhara e si effettuerà il transfer a Kathmandu nella giornata seguente. Il nuovo programma verrà adattato in loco dalla guida locale).

Giorno 13 – Kathmandu – Bhaktapur - Patan

Giornata dedicata alle visite culturali di Kathmandu, Bhaktapur e Patan. Prima di tutto visiteremo, a Kathmandu, l’antica capitale del regno e la famosa Durbar Square: siamo nel centro storico e nel cuore della città, e vedremo subito l’architettura unica di questa parte di città. Ci dirigeremo poi a Bhaktapur, dove ci aspettano il famoso palazzo con 55 finestre costruito nel 1754, la galleria nazionale d'arte nepalese, il Sunko Dhoka e gli incantevoli templi. Dopo pranzo (libero) ci trasferiamo a Patan, situata a pochi chilometri dalla capitale. Nella Durbar Square si trovano alcuni spettacolari tempi, risalenti all'epoca delle antiche città imperiali, tra cui il palazzo del re e il tempio dedicato al Dio Hindù, Krishna Mandir, costruito interamente in pietra con al suo interno sculture rare. Rientro in hotel, pernottamento.

Giorno 14 – Kathmandu – Italia

Trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia.

FINE DEI SERVIZI

* La programmazione degli ultimi due giorni può essere soggetta a variazione dipendendo dal volo internazionale. L'itinerario può subire variazioni in considerazione di eventi fisici e metereologici e della condizione psico-fisica dei partecipanti. La compagnia non è in nessun modo responsabile di eventuali costi aggiuntivi dovuti a cambiamenti sul programma originale che dipendano da situazioni di meteo avverso, ritardi sui voli, eventi di natura politica e sociale, calamità naturali.

La Compagnia non è in nessun modo responsabile di eventuali variazioni o annullamenti sull´operativo voli Pokhara-Jomsom A/R. Ogni spesa aggiuntiva di cambio orario, cambio data e peso franchigia sarà a carico del cliente.

Ricordiamo inoltre che la rete infrastrutturale in Nepal è ancora poco sviluppata e che le strade non sono in ottime condizioni e, in alcuni percorsi, possono essere pericolose, specialmente nella zona himalayana. Non tutti i percorsi stradali sono adatti a chi soffre di vertigini (in particolare nelle regioni del Dolpo, del Mustang, dell'Annapurna e del Manaslu).

Si prega di prendere visione delle nostre condizioni generali di contratto.

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