ViaggiaConCarlo

ViaggiaConCarlo

Mercoledì, 08 Marzo 2017 18:53

Arnaud Clavel

Arnaud Clavel, Nato il 16 aprile 1972 ad Aosta, figlio e nipote di Guide Alpine, Arnaud conosce la montagna fin da piccolo, assieme ad Ottone, suo papà, grande Guida e grande uomo.
Arnaud diventa guida a soli 19 anni, nel 1991, e da allora accompagna clienti e amici sulle grandi pareti delle Alpi e in giro per il mondo: in Europa, Africa, Asia, America e Oceania.
Nel 2000, in occasione del 150^ anniversario della società delle guide alpine di Courmayeur, assieme all'amico Matteo Pellin, ha percorso la cresta integrale del Peuterey, in 28 ore, andata e ritorno da Courmayeur. Ad attenderli al loro arrivo c'era il grande WALTER BONATTI del quale Arnaud ha avuto la fortuna di godere dell'amicizia e della stima riuscendo tra l'altro, anni dopo, a ripetere la sua via sulla nord del Cervino (che il mitico Walter aveva aperto in solitaria!) accompagnando nell'impresa un caro amico/cliente, Maurizio Rossetto, con l'aiuto di un'altra guida alpina, Marco Farina. Si trattava della prima ripetizione italiana e della quarta ripetizione assoluta.
Nel 2001 diventa istruttore nazionale delle guide alpine.
Diverse le sue avventure all’ estremo! Diverse le sue scalate alpinistiche sulle Alpi, e non solo… Arnaud resta però una persona umilissima, di grande cuore, e solo viaggiando assieme o scalando assieme a lui potrete conoscere l’ uomo vero che lo caratterizza.
Tra le sue tante avventure nelle alpi, in giovane età, e i suoi 8000, un breve curriculum di una delle guide più rispettate sul nostro territorio.

Russia => Elbrus
Tanzania => Kilimangiaro
Kenia => Monte Kenia
Nuova Guinea => Piramide Carstensz
Alaska => arrampicate nel gruppo del Moose's Tooth
California => arrampicate nel parco nazionale dello Yosemite (tra cui le pareti del Capitan e dell'Half Dome)
Pakistan => spedizione al K2 (Fermato dal maltempo a pochi metri dalla vetta)
Nepal => Cho Oyu, Makalu (raggiunto quota 7000 m, fermato da forti tormente), Lhotse (50 m dalla vetta,fermato dal maltempo a pochi metri dalla vetta), vari trekking Peak
Argentina => Terra del Fuoco e Patagonia
Perù
Bolivia
Marocco => Atlante
Libia

Mercoledì, 08 Marzo 2017 18:51

Paolo Bosusco

Paolo Bosusco, ultratrentennale esperienza in arrampicata sportiva, manovre di corda, lavori acrobatici, ferrate , ponti tibetani, disgaggi e messa in sicurezza di pareti , nativo della Val Susa, dal 1990 al 2012 vive prevalentemente in Orissa , in India, dove esplora tutti i percorsi trekking e scende buona parte fiumi in canotto in aree molto selvagge e remote, abitate da tigri, coccodrilli, elefanti selvatici e tribù locali.Si avvicina alle tribù indigene di quella zona, imparando alcuni dei loro dialetti e stringendo con loro rapporti di vera amicizia.

Nel frattempo, comincia con l’ esplorazione di altre terre, quali il Sudamerica e principalmente in Amazzonia Ecuadoriana , avvicinandosi alla tribù dei Waorani , e in Brasile, dove viene a contatto con gli Xavante, in Matogrosso .

Grande appassionato ed esperto di trekking ed esplorazioni a piedi su lunghe distanze, attraversa sempre in solitaria alcune zone selvagge dell’ Indonesia e delle Filippine, quali Mentawai, Sumatra, e l’ isola di Palawan, dove anche qui stringe rapporti con i Tagbanua ,e i Taut Batu (uomini delle grotte) , imparandone la storia e la loro cultura.

Compie in solitaria la traversata integrale del Gran Chaco Argentino, lungo il fiume Pilcomayo (area abitata da Matacos, Ayoreo, ) ed è appunto il primo a compiere con un canotto la discesa del fiume Cononaco, all'interno del Parco Yasuni, una delle aree con maggiore biodiversità di tutta l'Amazzonia. L'area è abitata dalla famosa tribù dei Waorani, conosciuti per il loro grande coraggio e bellicosità nel difendere la loro terra.

Paolo è un vero esploratore, e all’ età di 57 anni (Anche se ne dimostra molti meno) non smette di cercare nuove terre selvagge, fiumi remoti e lontani da scendere con il suo canotto e di stringere rapporti con Tribù locali.

Il viaggio è inteso da lui come pura avventura, contatto con le tribù, ma sempre con una certa organizzazione e una sicurezza ferrea, soprattutto quando guida gruppi di amici o clienti.

Per lui è NECESSARIO andare in avanscoperta, e quindi avvicinarsi per primo, da solo, a luoghi e popoli, per poi ritornarci poi con gruppi piccoli di persone desiderose di avventura vera.

Mercoledì, 08 Marzo 2017 18:49

Gianluca Massalini

Gianluca Massalini, ingegnere e formatore aziendale, è la nostra espertissima guida in Namibia, la persona che sa rendere questo viaggio ancor più incredibile, grazie alla sua conoscenza e preparazione sul campo. Luca, nutre un fortissimo amore per questa terra che conosce incredibilmente bene. La sua grandissima esperienza sui mammiferi e sulle loro abitudini rende questo viaggio un vero e proprio studio sul campo sul comportamento degli animali. Prima e durante il viaggio, quindi, sarete preparati e accompagnati da Luca per affrontare al meglio le impegnative piste del Kadhoum, e per conoscere ed affrontare il contatto diretto con i mammiferi piu selvatici del paese. Oltre alla conoscenza degli animali, il fortissimo rapporto tra Luca e le culture locali, ci permetterà di avere un intimo contatto con le tradizioni Bushmen, Mbunza e Mafwe.

Mercoledì, 08 Marzo 2017 18:48

Franz Salvaterra

Per gli amici “Franz”: Guida Alpina UIAGM Trentina, poliedrico alpinista con molta esperienza a dispetto della giovane età, Franz sprigiona entusiasmo e passione da tutti i pori e non chiede di meglio che poterle trasmettere a chi accompagna per monti. Socio e grande amico di Marcello Cominetti.

migliorarmi.Parlare di me mi crea qualche problema anche se sono un gran chiacchierone: dal momento in cui mi sono avvicinato al turbine di emozioni dell’alpinismo, ho capito subito che era quello che mi riusciva meglio, da lì a farne una professione il passo è stato breve. Amo profondamente il mio lavoro e poter condividere con delle altre persone le emozioni di una vera avventura è quello che più mi emoziona e mi spinge a migliorarmi.

L'entusiasmo e l'energia che riesco a tirar fuori si accompagnano a una testa dura (il mio fumetto preferito, assai significativamente, si chiamava Mister no) e un pressoché costante stato di irrequietezza che solo la mia morosa riesce a mitigare.

A vent’anni, durante il mio primo viaggio in Argentina mi sono innamorato: non di una bella ragazza di Buenos Aires, ma delle montagne della Patagonia. Nel corso del tempo, le sue tempeste non mi hanno scoraggiato dal passarci almeno un paio di mesi all’anno, quasi sempre in compagnia del mio amico e collega Marcello Cominetti. Assieme ci siamo specializzati nell’accompagnare trekkers e scalatori in quelli che riteniamo i luoghi più avventurosi della zona.

 

Highlights

Da alpinista mi sono distinto maggiormente per l'apertura di vie nuove - dal mio punto di vista la massima espressione di avventura in alpinismo - almeno 50, di roccia, misto o ghiaccio dalla Patagonia alle Dolomiti passando per Presanella e Sardegna. In Patagonia ho salito due volte il Cerro Torre e due il Fitz Roy più molte altre vette e, da buon andinista che si rispetti, ho fallito in almeno il triplo dei tentativi, andati a vuoto per un motivo o per l'altro. Il mio primo approccio all'alta montagna è stato la salita al Cerro Aconcagua, a vent'anni e da solo.

Da Guida Alpina amo accompagnare scalatori su itinerari anche di alto impegno, dalle Alpi alla Patagonia ma trovo grande soddisfazione anche in un bambino che muove i primi passi sulla roccia. Uno dei lavori che amo di più è guidare escursionisti sul trek Selvaggio Blu, in Sardegna.

Mercoledì, 08 Marzo 2017 18:43

Marcello Cominetti

L'alpinismo per me è sempre stata voglia di vivere, anche quando, per puro spirito di ribellione, iniziai a frequentare un gruppo di "figli dei fiori" più grandi di me che scalavano le montagne. Vivevo a Genova, la città dove sono nato nel 1961 e a quei tempi - eravamo nel pieno degli anni '70 - l'arrampicata sportiva come la vediamo oggi, doveva ancora nascere e alla base delle pareti non si parlava di gradi ma di politica, filosofia, luoghi lontani davvero e si beveva vino.

Si portava spesso una chitarra e si dormiva nelle grotte o nelle baite abbandonate e le selvagge Alpi Marittime erano l'obiettivo dei fine settimana. Il Bianco e le Dolomiti quello delle vacanze estive. Quindi oggi tra le tante cose che mi piacciono c'è anche l'alpinismo perché è stare nella natura, andare controcorrente e stare scomodi. Essere alpinisti per me significa vivere in un certo modo e vedere nelle montagne un eterno ritorno alle origini lasciando a valle tutte le cose inutili che la nostra società ci fa credere che siano indispensabili.

L'alpinismo mi è sempre e così tanto piaciuto da farmi diventare guida di montagna e da farmi credere che avrei perfino potuto viverci. Tutto vero. Giuro. Ancora oggi mi piacciono le grandi avventure, l'incertezza e l'isolamento e se devo privilegiare un aspetto in quello che mi propongo di fare, è la qualità dell'emozione che provo.

Non cerco di "superare i miei limiti" perché se così fosse non sarebbero tali e combatto da sempre contro i luoghi comuni, vere tombe della fantasia e dei sogni.

Vivo in una valle delle Dolomiti da 30 anni, con la mia compagna abbiamo 5 figli e per diletto e per passione viaggio abbastanza tra la Patagonia e l'Himalaya, tra gli altri posti. Sono curioso e conoscere popoli, valli e culture mi ha sempre fatto bene. La chitarra non l'ho del tutto abbandonata perché la suono in una rockband quando ho le dita non troppo indurite dalla roccia.

Con gli sci ai piedi ho vissuto un po' tutta l'epopea del cosiddetto "sci estremo" realizzando anche delle belle prime e portando più o meno sempre la pellaccia a casa. Quello che oggi si chiama freeride per me è semplicemente sciare. Il telemark l'ho praticato fin dal 1983.

Devo ringraziare per tutto questo la mia famiglia e la mia irrequietezza e spero che duri ancora a lungo.

Highlights

Negli anni ’80 ho aperto diverse vie nelle Dolomiti e in Sardegna e sono diventato guida alpina. Negli stessi anni ho cercato di fare dei concatenamenti di più vie in velocità, riuscendoci abbastanza. Nel ’92 ho accompagnato, prima guida al mondo, un cliente sul Fitz Roy. Ho fatto la guida su vari 6000 dell’Himalaya e sull’Ama Dablam ma l’altissima quota non è tra le mie passioni. Ho guidato diverse spedizioni sulle Ande e nello Hielo Patagonico Sur, uno dei miei posti preferiti.

Ho fondato e gestito con altri soci un’Agenzia di Trek e Spedizioni per diversi anni ma dal 2009 ne sono uscito per dedicarmi solo alla professione di guida e alla musica. Collaboro con diverse ditte nel campo dell’outdoor offrendo in cambio: esperienza, quella che si fa solo col tempo e la fortuna.

Mercoledì, 08 Marzo 2017 18:31

Marco Confortola

Marco Confortola, alpinista e Guida Alpina UIAGM, tecnico di Elisoccorso e maestro di Sci , Himalaysta e formatore Aziendale . Marco, grande amico di Carlo, ha una grande passione per il Nepal e l’ Himalaya, e al momento ha all’ attivo 8/8000mt, tra cui Everest e K2 . Al fianco di Carlo nel progetto “Finale for Nepal”, Marco si propone con moltissime serate in Italia per aiutare questo meraviglioso paese. La collaborazione tra Marco Confortola e Viaggiaconcarlo nasce nel 2014, e i progetti sono moltissimi. Al momento Marco e’ Guida “Viaggiaconcarlo” per spedizioni sopra i 6000 e 7000 in Himalaya, Sudamerica e Pakistan. Fare un viaggio con Marco non sarà solamente il raggiungimento della cima, ma avrete la compagnia di una persona simpatica dal cuore molto grande, e una persona che nei nostri giorni di salita alla vetta, avrà moltissime esperienze da raccontarci !!! Guardate il calendario quindi, e non perdetevela per nessun motivo al mondo !!!

Mercoledì, 22 Febbraio 2017 17:17

SAFARI TANZANIA + ZANZIBAR

La destinazione del nostro viaggio è la Tanzania, nel cuore dell’Africa Orientale. La Tanzania è la terra dell’immensa pianura del Serengeti e della Grande Migrazione di gnu e zebre, del famoso cratere del Ngorongoro, la Rift Valley e i suoi laghi, il Kilimanjaro e Zanzibar l’Isola delle Spezie. C’è tutto quello che un viaggiatore può sognare.

Questo safari vi porterà alla scoperta dei parchi e delle bellezze della Tanzania settentrionale, la migliore destinazione per gli appassionati di safari.

Un tour che vi regalerà un ricordo indelebile della magia africana.

La Namibia, giovanissima nazione africana è un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e dove è possibile entrare in contatto con culture ancestrali e riti arcaici; una terra che non solo ha fatto da culla a tante civilt&agr ave; ma che ha anche saputo tutelare un patrimonio naturale di straordinaria varietà. Il viaggio comincia a bordo di confortevoli jeep (una ogni 2/max 3 viaggiatori) completamente attrezzate con serbatoi d’acqua, cucine da campo e spaziosi frigoriferi: si costeggia l’aspro deserto del Kalahari per raggiungere Gochas, dove si è accolti dai bagliori infuocati delle prime dune rosse all’ora del tramonto, ma la meta è il Kgalagadi Transfrontier Park, dimora dei celebri – e sempre meno numerosi – leoni dalla criniera nera e di numerosi branchi di felini, fra cui ghepardi e leopardi. Namibia 300x200

La notte all’interno delle tende collocate sopra i tetti delle jeep sarà un’esperienza indimenticabile: si dorme ascoltando i mille sussurri della savana, i versi degli animali, il soffio del vento sull’erba secca e potrebbe capitare di risvegliarsi al mattino e trovarsi circondati da alcuni felini sonnolenti che hanno scelto il fuoristrada come riparo per la notte.

Il giorno seguente il deserto ha in serbo due sorprese, che si chiamano Quivertree Forest, un bosco di alberi faretra, ribattezzati così perché i Boscimani li utilizzano per costruire appunto le loro faretre, popolato di pappagallini colorati, i famosi inseparabili ed il Giant Playground, una serie di formazioni rocciose geometriche che ricordano dei giganteschi lego per bambini.

Quindi, è la volta del Fish River Canyon Park, spesso paragonato al Gran Canyon americano, e poi della pozza di Garub, dove vi attende lo spettacolo inatteso dei cavalli selvaggi del deserto: l’incontro con i cavalli non sarebbe di per sé qualcosa di speciale, se non fosse che questa regione è incredibilmente inospitale e, a tutt’oggi, non si conosce la provenienza di questi animali. Alcune leggende legano la loro presenza qui ad un naufragio avvenuto sulle coste oceaniche, a 200 km di distanza, a fine XIX secolo, mentre altre teorie ipotizzano che siano stati lasciati liberi dall’Esercito Coloniale Tedesco in ritirata durante la Prima Guerra Mondiale o che gli animali siano scappati durante il bombardamento aereo tedesco sull’accampamento delle truppe inseguitrici Sudafricane a Garub nel 1915.

Poi, il viaggio prosegue facendo rotta verso l’Oceano Atlantico, precisamente verso Luderitz, dove si sosterà due giorni in riva al mare osservando foche, pinguini, vecchi relitti e, con un po’ di fortuna, qualche balena, e dove si potrà cenare a base di ostriche e aragoste, piacevole intermezzo dopo i pasti cucinati nella cucina da campo.
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Le tappe successive sono la città fantasma di Kolmanskoppe, semi sepolta dalla sabbia e, avvolta, nelle prime ore del mattino, da una nebbia sottile e umida che viene dal mare e che la ammanta di un’atmosfera davvero spettrale, e Sossusvlei, celebre per le sue dune arancioni e le acacie nere che emergono dalla crosta salina, di colore bianco, come dita scheletriche e rinsecchite. Alba tra le dune del deserto e breve ma spettacolare trekk ing all’Hidden Vlei, prima di rientrare a Windhoek, la piacevole capitale del Paese.

South Kalahari Experience – 13 giorni – partenza 28 ottobre 2017 – Prenotazioni entro il 15 aprile 2017; Quote a partire da 2.960 € – volo escluso.

Nuove destinazioni per Viaggia con Carlo, il tour operator ligure specializzato in trekking e viaggi avventura in Nepal, Tibet e Buthan, che si avvale della collaborazione specialisti della montagna quali accompagnatori e guide. L’apprezzamento dei clienti è testimoniato dall’altissimo numero di repeater, superiore al 90%, in particolare fra i membri delle associazioni alpinistiche italiane e fra le guide alpine. «Puntiamo moltissimo sui tour himalayani in Nepal e Tibet, e per il 2017 abbiamo deciso di investire sempre più su queste destinazioni, tanto che ci attendiamo una crescita del 20% circa» racconta Carlo Mamberto (nella foto), managing director di Viaggia con Carlo. Al tempo stesso, Mamberto punta su nuove mete come la Namibia, che viene proposta con la guida di un esperto e con le migliori jeep disponibili (una ogni 2/3 viaggiatori al massimo, per garantire confort e privacy anche durante i safari), per la quale l’obiettivo è il raddoppio del numero di pratiche, e il Perù, con proposte legate al trekking e all’andinismo. La grande novità di quest’anno si chiama però Guatemala: il viaggio proposto non tocca soltanto i principali siti archeologici e le città più importanti, ma propone anche la salita al vulcano Acatenago, una delle maggiori vette del paese. «Il nostro vero obiettivo, insieme all’aumento del numero di pratiche, è comunque e sempre il mantenimento della qualità e dell’affidabilità che ci hanno contraddistinto sin qui – racconta Carlo Mamberto – e anche per gli itinerari nelle zone più remote della terra, come la Kamchatka, vogliamo offrire ai nostri clienti la possibilità di vivere emozioni vere ed indimenticabili in tutta sicurezza: per questo abbiamo scelto di collaborare con guide alpine di grandissima esperienza e con accompagnatori che conoscono profondamente i territori e le culture locali». Ma non è tutto: Viaggia con Carlo propone infatti anche itinerari in Italia e in Europa, sempre legati al mondo dell’outdoor: dal weekend in barca a vela in Corsica, in Costa Azzurra o alle Porquerolles fino alle navigazioni in catamarano in Grecia, passando per lo scialpinismo in Islanda e per le traversate sulle Alpi.

Dopo essere diventato punto di riferimento per gli appassionati italiani di alpinismo, ha aperto un ramo leisure, sempre però orientato all'insolito. Il t.o. Viaggiaconcarlo Adventures & Expeditions "oltre al classico leisure, propone viaggi sempre legati all'esperienza - spiega Carlo Mamberto, managing director -. Abbiamo scelto di puntare su viaggi in zone remote (Nepal, Tibet e Bhutan) proponendo un contatto diretto con le popolazioni locali per coinvolgere i viaggiatori in un'esperienza autentica e per sostenere l'economia locale".

I viaggi escursionistici ed alpinistici, che costituiscono la fetta più ampia del giro d'affari, vengono organizzati con la massima attenzione per la sicurezza, dal momento che vengono proposte attività alpinistiche anche su quote elevate.

"Abbiamo moltissimi repeater e clienti affezionati - conclude Mamberto - in particolare componenti delle più blasonate associazioni alpinistiche italiane e numerose guide alpine: questo dimostra che siamo riusciti a diventare un punto di riferimento per escursionisti e alpinisti italiani in Nepal".

La proposta leisure è più recente, "ma riteniamo di avere proposte di alto livello garantite dalla presenza di guide locali che parlano italiano". S.F.

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