Ciao Carlo e benvenuto a MolloTutto; è un onore averti come nostro ospite. Forza, raccontaci com’è nata la tua passione per i viaggi.

Ciao Carlo e benvenuto a MolloTutto; è un onore averti come nostro ospite. Forza, raccontaci com’è nata la tua passione per i viaggi.Ciao Annalisa, un saluto a te e tutti i vostri lettori.Mi chiedi com’è nata la mia passione per i viaggi?Beh, sono sempre stato uno sportivo incallito e un amante del viaggio; la cosa comica, però, è che nei primi viaggi compiuti quando ancora ero minorenne, e viaggiavo assieme agli amici, non vedevo l’ora di ritornare a casa; ero un vero mammone, e ogni volta che partivo, sarei rientrato dopo 2 giorni…Incredibile come sono cambiate le cose; incredibile quello che è successo dopo…

A soli 19 anni hai deciso di mollare tutto per viaggiare da solo, zaino in spalla, alla scoperta del mondo. Perché?

A soli 19 anni hai deciso di mollare tutto per viaggiare da solo, zaino in spalla, alla scoperta del mondo. Perché?
I motivi sono molteplici, ma partiva tutto da una situazione personale poco stabile.Ero un adolescente in un’età difficile, e con momenti della vita dove si fa fatica a gestirsi, e a gestire.Cosi ho pensato che un viaggio potesse risolvermi tanti problemi; e cosi, almeno in parte, è stato.

Quando sei partito, quali paesi hai visitato, e com’è stata accolta la notizia da parenti ed amici?

Quando sei partito, quali paesi hai visitato, e com’è stata accolta la notizia da parenti ed amici?Il mio primo viaggio è stato in America.Doveva essere un breve e veloce viaggio di due settimane attraverso l’america latina; ma si è trasformato in qualcosa di più.In ogni caso c’è stata molta apprensione, soprattutto a casa.Samo sempre stati una famiglia molto unita, anche nei brutti momenti, e la mia scelta di partire da solo, cosi giovane, ha spiazzato un po tutti in casa; la cosa simpatica poi, la capirete dopo.
In realtà questo viaggio durò ben più di 2 settimane….Dopo diversi anni vissuti viaggiando in America Latina, è stato il turno dell’Asia, anche qui sempre vissuta da viaggiatore vero, assieme ai locali, cercando sempre l’immersione nelle culture del luogo e nelle tradizioni.Poi l’Australia, e per ultima l’Africa, continente che tuttora sto visitando, e sto particolarmente apprezzando.

Cosa hai imparato viaggiando e come questa avventura ti ha permesso di crescere e migliorare?

Tutto.Penso di aver imparato tutto, o quasi tutto quello che conosco oggi, viaggiando;le lingue, la condivisione con persone nuove, il rispetto per le persone con tradizioni, usi e culture diverse dalle nostre.Il rispetto si, quello in primis, per ogni essere umano.Il saper apprezzare le piccole cose, quelle che generalmente si danno per scontate;l’emozionarsi per cose che per tanti sono banali, e il saper vivere con persone di qualsiasi ceto, provenienza sociale, colore, religione, etnia.Ecco, io questo lo chiamo vivere, con la V maiuscola.

Nel 2008 hai fondato “Viaggia con Carlo”, agenzia Leader nei trekking, viaggi e spedizioni nei posti più remoti del Mondo, e non solo; raccontaci com’è nata e cosa offre.

Nel 2008 hai fondato “Viaggia con Carlo”, agenzia Leader nei trekking, viaggi e spedizioni nei posti più remoti del Mondo, e non solo; raccontaci com’è nata e cosa offre.Beh, nel 2008, all’età di 30 anni e dopo circa 12 anni di viaggi ed esperienze, volevo dimostrare qualcosa, a me stesso, alla mia famiglia.
Avrei forse potuto continuare a viaggiare, lavoricchiando qua e la, ma io stesso avevo bisogno di mettermi in discussione.
Ho scelto un luogo che io amavo, e tuttora amo, un luogo che si chiama Nepal.

Li nasce ViaggiaConCarlo, e ho avuto la fortuna di trovare persone fantastiche anche in questo caso.Li nasce ViaggiaConCarlo, e ho avuto la fortuna di trovare persone fantastiche anche in questo caso.
È cominciato tutto quasi per gioco… oggi siamo un punto di riferimento per questa destinazione.
Ma ripeto, non è solo merito mio; ho trovato persone Nepalesi molto oneste e aperte, con cui tuttora condividiamo tutto.
E molto del merito va alla mia socia Italiana Claudia, una ragazza molto in gamba, l’esatto mio opposto; l’unica persona che probabilmente poteva integrarmi.

Insomma, passione, fortuna, e voglia di creare qualcosa di nuovo mi hanno portato a costruite la meravigliosa realtà che oggi prendere il nome di Viaggia con Carlo.Insomma, passione, fortuna, e voglia di creare qualcosa di nuovo mi hanno portato a costruite la meravigliosa realtà che oggi prendere il nome di Viaggia con Carlo.Non il classico tour operator, ma qualcosa che esprimesse la filosofia che mi ha sempre accompagnato nei miei viaggi in solitaria, per quanto possibile ovviamente; anche perché poi da un Tour Operator ci si aspetta sempre organizzazione, e questa ci deve essere!Quindi una concezione nuova e di qualità del modo di viaggiare, coinvolgendo i locali, la gente del posto, e cercando di visitare luoghi meno conosciuti, autentici, reali.Questo è cio che stiamo cercando di fare da circa 10 anni, e devo dire con grande successo e soddisfazione.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?Oggi, a 40 anni, posso dire di essermi tolto tante soddisfazioni, ma spero che il futuro me ne riservi ancora altre.Oggi, oltre a Viaggia con Carlo, sono anche skipper di una meravigliosa barca, su cui salpo nei mesi estivi; ed è un’altra passione che sono riuscito a concretizzare.Il mio sogno è quello di riuscire a continuare su questa strada; di riuscire ad unire la passione, il lavoro, e l’aiuto alle popolazioni bisognose attraverso i nostri viaggi e la nostra Associazione Finale for Nepal.Si può fare ogni cosa se lo vogliamo, ma dobbiamo crederci e soprattutto provarci!

In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare la tua stessa scelta di vita?

In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare la tua stessa scelta di vita?A chi volesse intraprendere questo tipo di vita, gli direi “FALLO SUBITO”, non ci pensare due volte.
“Viaggiare” è una scuola; è l’università più completa che conosco.
È una facoltà di lingue, di politiche sociali, di etnografia, economia, e così via; insomma, si impara moltissimo viaggiando;

ovviamente però bisogna viaggiare nel modo giusto, un modo responsabile e sostenibile, che sia armonioso con i luoghi e le tradizioni che visitiamo.ovviamente però bisogna viaggiare nel modo giusto, un modo responsabile e sostenibile, che sia armonioso con i luoghi e le tradizioni che visitiamo.
Lasciarsi andare, immergersi con serenità e condividere con la gente del posto.
Senza paura.
Questo è viaggiare, a mio avviso !
Se volete vivere anche voi un’esperienza unica, autentica e indimenticabile, date un occhiata al Calendario partenze viaggi 2018 proposto da Viaggia con Carlo.

Due vette, due mete ambite per gli alpinisti di tutto il mondo. Si tratta del Kilimangiaro in Tanziania e dell’Alpamayo in Perù, sulle quali l’operatore Viaggia con Carlo ha confezionato delle proposte ad hoc.

Il to si rivolge a tutti gli amanti della montagna, proponendo la straordinaria ascesa del Kilimangiaro, dai 900 metri della base ai 5.895 della sommità, passando da un clima tropicale, con una vegetazione verdeggiante, ad un clima alpino, dove sopravvivono rari arbusti, ed infine ad un ambiente di tipo artico, inospitale, dove la vegetazione è assente e i ghiacci perenni.
L’ascesa al tetto d’Africa non è adatta a tutti, ma certamente è un trekking possibile anche per alpinisti non esperti: la salita è graduale e, con il corretto acclimatamento, relativamente agevole.
La proposta del to prevede un pacchetto di 9 o 14 giorni, con partenze il 5 giugno e il 5 agosto con la possibilità di fare solo trekking o aggiungere un safari.

L’Alpamayo è invece nelle Ande peruviane ed è una delle vette da sogno di tutti gli alpinisti. Con i suoi 5.947 metri di ghiaccio e neve, ha l’aspetto di una piramide maestosa e, per le sue caratteristiche, richiede competenza e grande tecnica: l’ascesa verso la sua vetta è quindi riservata ai soli alpinisti esperti. Anche in questo caso, sono fondamentali preparazione e acclimatamento, necessari a svolgere il trekking in tutta sicurezza: una volta arrivati in cima al gigante di ghiaccio, si aprirà un panorama indimenticabile sulle vette circostanti e sui mitici Huandoy e Huascarán, visibili in lontananza.
Anche le terre più in basso riservano però delle piacevoli sorprese: fra queste, la strabiliante laguna Churup, un lago dalle sfumature turchese e smeraldo incastonato fra pareti di roccia grigia in cui si riflettono le veloci nubi bianche che sfilano nel cielo. La proposta prevede un pacchetto di 12 giorni con partenza il 26 maggio.

Giovedì, 22 Marzo 2018 09:46

Come si ottiene il visto per il Nepal?

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Le informazioni per il visto sono riportate all’ultima pagina della scheda tecnica pubblicata sulla nostra pagina web, di cui riportiamo il link: SCHEDA TECNICA
Se optate per la compilazione del visto online (consigliato per risparmiare tempo in arrivo) potete procedere autonomamente, o contattare Miriam ([email protected] - 344 029 7875, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13, fuori da questo orario su appuntamento).
Prima di effettuare questa richiesta assicuratevi di avere una fototessera scannerizzata da inviare alla nostra collega in modo che possa procedere correttamente con l’application online.
Riceverete da Miriam un format da stampare che dovrete presentare all’arrivo a Kathmandu. Il visto si può pagare in euro, equivalente a usd 25.

Mercoledì, 28 Febbraio 2018 16:11

Francesca Maragno

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Coordinatrice dei viaggi a cavallo in Mongolia, Francesca ama viaggiare e sentirsi libera. Le sue tre grandi passioni sono sempre state i viaggi, i cavalli e la cucina!! Francesca, sin dalla prima esperienza si è  follemente innamorata della Mongolia, sia per il suo sfrenato amore per i cavalli,  sia per la loro cultura e le loro abitudini che lei stessa definisce “autentiche come pochi altri popoli”.
Francesca gestisce personalmente una scuola di equitazione per ragazzi, dove organizza viaggi mirati in Irlanda ed è fortemente legata anche al Nepal, paese dove ci ha conosciuti ed è diventata parte della nostra famiglia.

Insolite guide di montagna con la voce melodiosa di un usignolo; poderosi portatori di peso, gentili e sorridenti; ma anche ponti tibetani sospesi, dalle altezze vertiginose; bandierine di preghiera colorate mosse dal vento e, a dominare su tutto, grandi massi di roccia: siamo in Nepal, anche detto il “tetto del mondo”, perché il Paese asiatico stretto tra l’India e la Cina (precisamente la regione del Tibet) ospita otto delle cime più alte del Pianeta. Come l’Everest, lungo il confine settentrionale, che con i suoi 8.848 metri, vanta il primato di vetta più elevata della Terra. Queste affascinanti montagne himalayane - da scalare o, semplicemente, da ammirare durante i “soft trekking” - accompagnano i camminatori per tutta la durata del viaggio che, a seconda della stagione, offre scenari diversi: se d’inverno a regnare è una soffice coltre di neve, in primavera a riempire gli occhi di bellezza è la fioritura dei rododendri, con un’esplosione di colori che vanno dal giallo al viola, dal bianco al rosa e dall’arancione fino al rosso.

Soft trek in Nepal all’ombra dell’Annapurna

Chi non ha particolari capacità tecniche, ma vuole respirare la magia e l’incanto dei villaggi d'alta quota nepalesi, può scegliere un itinerario all’ombra dell’Annapurna (8.091 metri) nella parte centrale del Paese. Un viaggio a piedi ricco di suggestioni che, però, non è alla portata di tutti: i percorsi richiedono infatti allenamento e resistenza fisica, perché i dislivelli sono scanditi da migliaia di gradini di pietra da affrontare in salita e in discesa (se davvero ci si vuole addentrare in un microcosmo sospeso nel tempo, lontano dallo stress e dalla civilizzazione). Gli scalini sono una presenza fondamentale in un angolo di mondo colpito spesso dalle frane e dalle alluvioni, e dove manca ogni genere di comodità, almeno fuori dai grandi agglomerati urbani. Spostandosi di villaggio in villaggio, si noterà quindi che le strade asfaltate e lo smog non esistono, e questa cosa rende il Nepal una destinazione di trekking davvero ambita. Gli abitanti delle montagne, ancora oggi, continuano a muoversi a piedi, pazientemente, affrontando muri di scale di pietra, mentre trasportano sulla schiena, in grandi cesti di bambù, i beni necessari al proprio sostentamento, dalla legna da ardere agli alimenti.
 
Mentre si avanza al cospetto di autentici giganti di roccia, con picchi innevati che luccicano al sole, si incontrano potenti cascate, sorgenti d’acqua calda e boschi rigogliosi che invitano alla contemplazione. A dare conforto ai forestieri affaticati, sono i colorati villaggi con i ristoranti tipici e le piccole locande che offrono riparo per la notte. Strutture semplici ma d’atmosfera, grazie all’immancabile fuoco della grande sala, dove ci si raccoglie per le chiacchiere serali. Quando è tempo di spezzare la fatica del trekking con una sosta al sole e un piatto caldo invece, basta varcare la soglia dei locali che si incontrano sulla strada e ordinare il vero “must” della cucina nepalese: il Dal Bhat. Ovvero il piatto tradizionale che non manca mai sulle tavole, a base di riso, pollo, brodo di lenticchie e verdure. A guidare i gruppi di stranieri lungo i sentieri, sono prevalentemente gli Sherpa, un'etnia con una grande resistenza fisica e una profonda conoscenza delle montagne. Altra presenza importante, è quella dei cosiddetti “portatori di peso”, giovani gentili e sempre sorridenti che, in modo discreto, accompagnano i forestieri, sgravandoli di zaini e attrezzatura.

Katmandu e Bhaktapur: in Nepal nella "valle delle meraviglie"

I percorsi che si possono affrontare sono davvero molti, ma per chi sceglie la tratta che da Pokhara raggiunge Ulleri e continua verso Ghorepani, il punto panoramico di Poon Hill, Tadapani, Gandruk e Tolka, l’esperienza da non perdere è quella a contatto con i Gurung. Questi nepalesi dai lineamenti mongoli e di origine tibetana, sono abili agricoltori e allevatori, ma soprattutto sono gli unici ad andare a caccia di un miele che viene ritenuto allucinogeno. Seppure oggi sia sempre più difficile vederli all’opera, mentre si arrampicano su altissime pareti di roccia per raccogliere questo prodotto quasi leggendario, vale la pena fare tappa a Gandruk, il loro villaggio, per chiedere ai Gurung di questa antica tradizione e, magari, sfatare qualche credenza a lei legata. La persona giusta con cui parlare ha una bottega lungo la via principale del centro abitato ed è il maestro della scuola. Molto disponibile e dai modi gentili, questo vecchio saggio non omette di smentire quello che si è sentito dire sulle allucinazioni provocate dal miele nero: «L’unica cosa che si avverte quando se ne consuma un’eccessiva quantità - spiega infatti l'anziano - è un forte capogiro. Perché se questa sostanza è un grande energetico, resta davvero difficile da digerire». Nel villaggio inoltre, vale la pena visitare l’Old Gurung Museum, per osservare da vicino le armi da caccia come il Medhali (l’arco con le frecce), ma anche i cesti di bambù, le pentole dette Ghaur, i piatti Thal e altri utensili, usati dai nepalesi nella vita di tutti i giorni. Ancora, è interessante affacciarsi nel piccolo tempio del paese, dove si prega tra preziosi dipinti e statue di Buddha gelosamente conservati.
 
Ma gli straordinari panorami himalayani, con i loro scenari autentici e sinceri, sono solo una parte dell’incantevole “mosaico Nepal”. Capace di rapire e punto di partenza per i trekking dell'Annapurna, Pokhara è il luogo ideale dove fermarsi per un po' di ristoro. Se gli amanti dell’outdoor possono fare parapendio sul Phewa, il placido specchio d’acqua che bagna la città, i turisti meno avvezzi all’adrenalina hanno diverse opportunità per rilassarsi: oltre a visitare lo Stupa della Pace nel mondo e fare una gita sul lago a bordo di piccole imbarcazioni per ammirare un tempio induista circondato dall’acqua, ci si può concedere un massaggio in uno dei centri “Yes Helping Hands spa”, eseguito da persone non vedenti o sorde. L’esperienza è forte, ma la professionalità e la competenza sono totali. Ancora, gli “shopping addicted” hanno la possibilità di acquistare pashmine, sciarpe e stole di cashmere, seta o lana, realizzate da nepalesi con disabilità, per i negozi della stessa associazione. Visitando i due punti vendita del marchio “WSDO” e facendo compere, si darà invece un supporto alle donne artigiane del “Women’s Skills Development Organization”.
 
Per ammirare antiche pagode, maestosi stupa e affascinanti case in stile Newar (abitazioni tradizionali fatte di mattoni e legno intarsiato), la tappa da non mancare è Katmandu, capitale del Nepal, regina della “valle delle meraviglie” e scrigno di tesori millenari Patrimonio dell’Umanità Unesco. Come le Durbar Square di Patan, Bhaktapur e Katmandu; ancora, i Templi di Pashupatinath (dedicato a Shiva), di Changu Narayan e di Boudhanath (il più antico santuario buddhista del Nepal, dove hanno trovato riparo molti esiliati tibetani); infine, lo Stupa di Swayambhunath, nato all’interno di un fiore di loto, secondo la storia che si tramanda. Oggi, questo luogo sacro dominato dagli onnivedenti occhi di Buddha e situato su un promontorio che domina tutta la vallata, è frequentato da pellegrini e abitato da tantissime scimmie. Immergendosi nelle atmosfere di questi siti, in parte segnati dalla furia del terremoto del 2015, si avverte quasi la sensazione di essere in un set cinematografico. In particolare, è Bhaktapur ad ammaliare per il suo fascino quasi surreale: “la città dei devoti” è rinomata per i vasai, ma anche per i palazzi e le pagode magistralmente decorati con intricati motivi scolpiti nel legno.
 
Qui, come anche a Patan o a Katmandu, quando la città si risveglia, le strade si animano di una vitalità inaspettata: ad invadere gli spazi sono le folle di devoti che venerano Kumari, la dea-bambina vivente; le donne riunite in preghiera in occasione della Festa di Teej, per chiedere il dono di lunga vita al marito e ai figli; i nepalesi che celebrano il Bisket Jatra, la tradizionale festa Newar di Bhaktapur; i bambini che danzano, recitano e si divertono durante il Carnevale di Gai Jatra; i Sadhu che si radunano nel Tempio di Pashupatinath per la ricorrenza dedicata all’adorazione di Shiva. E ancora: i soldati in uniforme, i venditori di fiori per le offerte votive, i vasai al lavoro, le donne Sherpa che gestiscono i negozi di thangka (stendardi buddhisti dipinti o ricamati usati nei monasteri), i vecchi mendicanti che fumano un chilum, le ragazze che trasportano pesi con il dhoko di bambù, i monaci in fila per la questua, i cestai intenti a costruire un nuovo canestro, e gli uomini con il kharpan sulle spalle o in abiti tradizionali Daura e Surwal. Girovagando tra i vicoli delle città infine, ci si imbatterà in venditori ambulanti e bottegai pronti alla contrattazione più estenuante, se si è in cerca di souvenirs da portare a casa come ricordo.
 
Nel Thamel ad esempio, la zona più turistica di Katmandu, si trovano diversi oggetti d'artigianato locale: tra questi, ad andare per la maggiore sono il kukhuri, l’arma nazionale nepalese; le maschere o le statuette di Shiva, Ganesh e Vishnu; ancora, le ruote di preghiera da appendere alle pareti e le lampade tradizionali Panas; le saponette al latte di capra, al miele nero o al tè rosso; le bambole e le marionette in costumi tradizionali; il sale dell’Himalaya e, infine, i cappelli, i guanti e le stole di lana che arrivano dai villaggi di montagna, oltre agli articoli per il trekking, a buon prezzo, ma quasi sempre fake. Per quanto riguarda le tappe culinarie, a Katmandu si può mangiare tradizionale “nepali” spendendo poco, da “Zaika Restaurant”. Ordinando i momo, ravioli di carne o in versione veg, il naan o pane farcito - anche con formaggio - e, ovviamente, il Dal Bhat, non si spendono più di sei euro. Se si ha voglia di indiano, il “Third Eye Restaurant” (20 euro circa a persona) è il posto giusto e, allo stesso prezzo, c'è un ottimo thailandese - “Yin Yang Restaurant” - per assaggiare un delizioso Pad Thai. Il Nepal è la meta perfetta per chi ama l’arte, la natura, la quiete e l’avventura. Pregno di misticismo e spiritualità, questo Paese accoglie i camminatori di tutto il mondo che, quando si incontrano, si riconoscono per lo spirito del viaggio che li accomuna - interiore innanzitutto -  e si salutano pronunciando la parola universale “Namastè”!
 
Quella che, seppur per una breve parentesi, diventa la casa di ogni forestiero, è una terra abitata da un popolo estremamente ospitale e cortese, perché per i nepalesi il turista è “un dio camuffato in abiti diversi”. In un microcosmo dai molti contrasti, complesso per le sue caratteristiche geografiche e ferito dal terribile terremoto di tre anni fa, la gente si ingegna ogni giorno, ora dopo ora, per adattarsi al clima e al territorio, spesso ostili. In Nepal, infatti, le difficoltà da superare non sono poche, per via delle infrastrutture quasi del tutto assenti e per la povertà diffusa capillarmente. Per prenotare un viaggio nel regno della catena himalayana, sono tanti i tour operator a cui rivolgersi, da Viaggi Avventure nel mondo, fino a Il Tucano Viaggi Ricerca, Metamondo o Kel 12 (per chi in vacanza non rinuncia alle comodità). Ma scegliendo Viaggia con Carlo, oltre a regalarsi un’indimenticabile esperienza, si ha l’opportunità di aiutare la popolazione locale più disagiata: questo tour operator infatti, è presente in Nepal da dieci anni e, nel tempo, ha attivato diversi progetti, aprendo orfanotrofi e offrendo fondi ad alcune guide dei trekking, affinché potessero ricostruire le proprie case distrutte dal forte sisma del 2015. E tutto questo è stato possibile proprio grazie ai pacchetti venduti. Prenotando con Viaggia con Carlo inoltre, le attività benefiche finanziate si possono vedere di persona. Tra le tappe del tour infatti, è prevista una giornata con i piccoli orfani di una delle case famiglia create dal tour operator: la dimora si chiama “First Ray of Hope Nepal” e l’accoglienza è straordinaria, tra canti, balli di gruppo in costumi tradizionali e sorrisi. Perché l’ospitalità in Nepal è un valore che si impara fin da bambini.

Nel territorio che si estende fra Namibia, Sudafrica e Botswana vivono i Boscimani, antichissima popolazione nomade che, secondo alcune teorie scientifiche, discende direttamente dai primi uomini apparsi sulla Terra.
I Boscimani, o San, sono un popolo antico di oltre 20.000 anni,   che, secondo un’accreditata teoria scientifica, discenderebbe addirittura dalla prima Eva mitocondriale, e che oggi vive nel cuore del deserto del Kalahari, un’immensa distesa di sabbia rossa in parte arida ed in parte coperta da steppa. Tracce della loro esistenza sono rintracciabili sulle pareti delle grotte e delle caverne di questa zona di Africa meridionale: antichissime pitture rupestri e incisioni raccontano infatti scene di vita del paleolitico superiore, come danze e momenti di caccia, tratteggiati con linee semplici e pochi colori, ma capaci di trasmettere grandissima vitalità e informazioni preziose su un’intera civiltà.
Popolo di cacciatori e raccoglitori nomadi, i Boscimani conoscono tutti i segreti del Kalahari, territorio aspro e selvaggio, che richiede tecniche di sopravvivenza raffinate e ben collaudate, e spostano i loro accampamenti in base alla disponibilità d’acqua e alle stagioni: conoscono e si cibano di frutti, bacche e radici del deserto, utilizzano frecce avvelenate per abbattere gli animali e hanno addirittura sviluppato un particolare sistema di comunicazione manuale estremamente utile durante la caccia. Nella stagione asciutta spostano velocemente i piccoli accampamenti vicino ai punti d’acqua, mentre durante la stagione delle piogge preferiscono vivere nella steppa, perché è ovviamente l’acqua l’elemento fondamentale per la loro sopravvivenza e, per non esserne mai sprovvisti, i Boscimani hanno escogitato tecniche estremamente ingegnose: in alcune zone vengono sotterrate nella sabbia uova di struzzo piene d’acqua, piccole scorte facilmente disponibili in caso di emergenza, mentre in alcuni luoghi l’acqua delle pozze viene succhiata con canne sotterranee dotate di un filtro d’erba.
I Boscimani vivono da millenni in perfetta comunione con l’ambiente e hanno sviluppato una formidabile conoscenza dei fenomeni naturali, in particolare, hanno appreso i segreti, le caratteristiche e le proprietà delle piante, utilizzate principalmente come cibo, ma anche come medicina, come cosmetico e come arma; i più grandi utilizzatori di fiori ed erbe spontanee sono senza dubbio i “medicine men”, i medici locali, che li utilizzano per curare ogni genere di malanno. Per scegliere il rimedio giusto, il medicine man si mette in contatto con gli antenati: comincia una danza rituale, durante cui cade in trance, e si congiunge agli spiriti dei defunti che gli offrono i loro consigli.
Ma il Kalahari riserva altre straordinarie sorprese, come il Kaudom National Park, disagevole da raggiungere (le piste sabbiose sono impegnative e faticose), ma di sorprendente ricchezza dal punto di vista faunistico; infatti, in questa vasta area protetta vivono tutti i Big 5 africani e tanti alti animali selvaggi, fra cui iene, leopardi e centinaia di specie di volatili, che vivono in completa libertà, spostandosi secondo ritmi naturali.
E, poco lontano, la striscia di Caprivi un altro territorio remoto e leggendario; in questa zona del Paese, in cui l’acqua abbonda ed il paesaggio è più verdeggiante, i branchi di animali sono molto numerosi e non è raro vedere grandi elefanti abbeverarsi alle pozze d’acqua e mandrie di bufali spostarsi in massa annunciati da un fragore di zoccoli.
Le terre ancestrali dei Boscimani, la loro società arcaica ed il loro stile di vita, costituiscono l’ultima scintilla di un mondo che non esiste più ed è importante conoscerlo e proteggerlo.
Così, con Viaggiaconcarlo si potrà partire alla scoperta del deserto del Kalahari e dei suoi abitanti, visitare i villaggi dei Boscimani, imparare come si accende un fuoco con l’aiuto di due pezzi di legno, preparare le frecce avvelenate per la caccia ed ammirare le danze rituali, ma anche vivere un’immersione totale nella natura della Namibia, dormendo in campi non recintati e frequentati da animali, attraversando il verdissimo delta dell’Okawango e facendo il bagno nel fiume, per svegliarsi all’alba e ammirare lo spettacolo della natura che si ridesta.

Caudom e Caprivi Experience

Durata, 15 giorni – partenza 31 settembre 2018 – iscrizioni entro il 28 febbraio – quote a partire da 3.650 €.
Inclusi: volo internazionale, assicurazione di viaggio, pernottamenti, trasferimenti da e per aeroporto ed in fuoristrada 4×4 durante il viaggio, trattamento di mezza pensione, accompagnatore dall’Italia e guida esperta.
Non inclusi: tasse aeroportuali (€ 350 circa, da riconfermarsi al momento dell’emissione), carburante per i fuoristrada, deposito per la franchigia del fuoristrada e\o attrezzatura da campeggio, tutte le spese di natura personale /mance e donazioni, bibite, eventuali pasti extra, eventuali escursioni o attività opzionali, assicurazioni personali, extra, tutto ciò non specificato in “La quota include”.
Altro pacchetto per andare alla scoperta della Namibia è proposto con la South Kalahari Experience – durata, 13 giorni – partenza 30 ottobre 2018 – iscrizioni entro il 10 marzo. quote a partire da 3.545 €.

Mercoledì, 14 Febbraio 2018 15:01

Ama Dablam Expedition

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L’Ama Dablam (6856 metri) si trova nella valle del Khumbu Himal, nel Parco Nazionale Sagarmatha (Regione dell’Everest) e domina la valle del Dhud Koshi che porta verso i campi base del Lhotse e dell’Everest. E’ definita per la sua forma slanciata il Cervino dell’Himalaya.

La sua scalata presenta notevoli difficoltà tecniche.Gli scalatori che vogliono intraprendere questo trekking devono avere buone capacità tecniche sia su roccia sia su ghiaccio.

Lunedì, 29 Gennaio 2018 18:59

Trekking Santa Cruz e Salita al Pisco 

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Uno dei percorsi di trekking più popolari nella Cordillera  Blanca, famoso per le vedute mozzafiato delle montagne,  laghi cristallini e passi impegnativi. Ammirerete le vette  dell’Artesonraju, Rinrijirca e Alpamayo prima di raggiungere il  passo Punta Union (4750 metri), da cui si avrà una magnifica  vista del ghiacciaio Taulliraju. Vedrete anche le pareti nord e  sud del Huascaran, Huandoy, Pisco, Chacrarju e Chopicalqui,  fino ad arrivare al passo Portachuelo e scendere al famoso  lago LLanganuco. 

Giovedì, 11 Gennaio 2018 17:29

Kailash, trekking al centro dell’universo

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ll monte Kailash, centro dell'universo per i Buddhisti, trono di Shiva per gli Hindu. Uno dei luoghi più energetici e spirituali del nostro pianeta! Il programma, oltre al Kora, pellegrinaggio spirituale intorno alla montagna sacra, include la visita ad alcuni dei luoghi più importanti del Tibet, come Lhasa, Gyantse e Shigatse.

Un viaggio culturale e spirituale immerso in scenari da sogno.

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