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Trekking in Rwenzori

L'ultima supernovita' di Viaggiaconcarlo e del suo staff. Vi accompagneremo noi, in questa chicca dell'Africa nera, con il nostro corrispondente locale che, dopo anni e anni di esperienza, propone viaggi su misura per appassionati ed alpinisti.

Un trekking nelle mistiche montagne del Rwenzori, e visita ai meravigliosi parchi del Queen Elizabeth e del lago Mburo! Non perdetelo, sarete tra i pochi fortunati a vedere ancora un paese vergine, in totale sicurezza (Nessun problema politico in Uganda), e con guide italiane a supportare i rangers locali..... Questo itinerario e' concentrate sulle montagne del Rwenzori...una delle catene montuose piu' belle di tutta l'Africa.....dateci un occhio !!!!
10

Durata

10 giorni

Livello

Altitudine massima

Informazione Generali

Un trekking in Africa nera, lo avevato mai pensato?? Per questo trekking non si richiede nessuna esperienza particolare, ma una buona forma fisica e un buon spirito di adattamento.

Itinerario

ITINERARIO II - TREKKING NEL CIRCUITO CENTRALE DEL RWENZORI

Giorno 1: Benvenuti in Uganda, la Perla dell'Africa!

Arrivo all'Aeroporto Internazionale di Entebbe dove saremo ad aspettarvi per il benvenuto! A seconda dell'orario del vostro arrivo sarà poi possibile organizzare qualche piccola "attività" col principale intento di ambientarvi Cena e pernottamento al Capitol Palace (o simili) in Kampala.

Giorno 2: ai piedi del Rwenzori...

Dopo colazione comincia il trasferimento che in 5 ore di strada asfaltata vi porterà direttamente a raggiungere la graziosa cittadina di Fortportal, che si trova nel verdissimo distretto di Kabarole dove, tra l'altro, potrete godere della vista delle magnifiche coltivazioni ti tè e farne delle ottime foto! Pranzo in città. Nel pomeriggio proseguirete verso la cittadina di Kasese, vicino al campobase per l'ascesa al Rwenzori. Cena e pernottamento al Rwenzori Mountains Safari Lodge (o simili).

Giorno 3: Comincia il circuito centrale

L'escursione parte dal quartier generale del parco a 1646m., lasciandovi alle spalle le tipiche case di fango dei Bakonzo e risalendo gradualmente attraverso l'erba degli elefanti e i giardini recintati. Ci vorranno circa 40 minuti per raggiungere il confine del parco. Il sentiero poi segue il fiume Mubuku attraversando aree divenute di recente scivolose, incudendo scalate sulle roccie, prima di raggiungere il fiume Mahoma in circa 2 ore e mezza. Dopo aver attraversato il fiume, ci sarà un tratto scosceso tra felci aperte e la foresta Podorcarpus fino al rifugio Nyabitaba (2652m.). Il tempo totale per un alpinista medio da Nyakalengija a Nyabitaba è di 5/7 ore e lo sbalzo è di 1200m. Escursionisti lenti possono impiegare molto più tempo sicché sarà meglio lasciare il quartier generale prima di mezzogiorno per evitare di trovarsi per strada al buio. In questo tratto della camminata, potrà capitare di sentire gli scimpanzé e talvolta di intravedere colobi bianchi e neri e le scimmie blu dietro al rifugio o il rillantemente colorato Turaco del Rwenzori.

Giorno 4: Il rifugio John Matte

Dal rifugio Nyabitaba il sentiero porta ad ovest per mezzo chilometro per poi scendere ripidamente al ponte Kurt Shaffer, attraversando di sotto la confluenza dei fiumi Bujuku e Mubuku. Dopo aver svoltato a destra dopo il ponte, cominciate l'escursione del circuito centrale in senso antiorario, dal momento che andare in senso orario risulta più difficile e rischioso. Dopo il ponte Kurt Shaffer il sentiero fangoso e scivoloso sale continuamente fino alla foresta di bambù. Dopo un ora e mezza incontrerete un'area di massi rotondeggianti e scivolosi considerati da qualche alpinista il punto più difficile e pericoloso dell'intero circuito. Dopo 5 ore di cammino dal rifugio Nyabitaba raggiungerete il rifugio Nyamuleju coi suoi ripari rocciosi che possono essere un buon posto per il pernottamento. Questo posto segna l'inizio della zona delle lobelie giganti, tipo di vegetazione che non si trova in nessun posto al mondo eccetto che nelle alte montagne tropicali. La camminata di un'ora per raggiungere il rifugio John Matte (3414m.) passa attraverso una palude che rappresenta una vera e propria sfida, piena di piante straordinarie; un passo lento può consentirvi di esaminare e fotografare questo paesaggio unico. Di solito ci vogliono 7 ore per raggiungere il rifugio John Matte. Alcuni escursionisti considerano questo il giorno più faticoso e lungo del circuito, cosicché sarà importante una partenza di buon'ora. In questo giorno avrete risalito di 915m. I visitatori che sentiranno di aver raggiunto il loro limite in questo punto dovrebbero considerare il John Matte come un posto ragionevole in cui fermarsi.

Giorno 5: Il rifugio Bujuku

Lasciate il rifugio John Matte per attraversare il fiume Bujuku ed entrare nella più bassa piana detta Bigo Bog, dove inizia la vostra prima esperienza di saltelli tra la palude erbosa. Il sentiero è fangoso e segue il margine sinistro (meridionale) del Bigo Bog fino a raggiungere il metallico rifugio Bigo col suo riparo roccioso. Oltrepassato quest'ultimo un tratto scosceso conduce al Bigo Bog superiore, nella seconda metà di questa palude; una passerella è stata costruita e, sebbene qualcuno possa vederla come un brutto intruso, rende il cammino più facile e impedisce alle persone di rovinare la palude. C'è un bellissimo ruscello in una gola nella parte finale della palude che può diventare una piacevole sosta per il pranzo. Un'ora e mezza dopo la parte superiore del Bog e dopo aver risalito terreni più secchi e incrociato il fiume, raggiungerete il lago Bujuku. La sua parte terminale meridionale sta in una posizione maestosa, col Monte Baker a sud, il Monte Stanley ad ovest e il Monte Speke a nord. La strada lungo le sponde nord-orientali del lago attraversa la parte più fangosa di tutto il circuito. Al di là della parte terminale nord del lago c'è un rifugio roccioso chiamato la "pentola" e ad una piccola distanza supplementare sta il rifugio Bujuku (3962m.), favorevolmente posizionato per scalate su parti del Monte Speke che richiedono abilità tecniche e attrezzature specialistiche. Ad ogni modo la collocazione all'ombra e la nebbia frequente possono rendere il rifugio Bujuku assai freddo. Solitamente il tempo per raggiungere Bujuku dal John Matte è 3/5 ore e la differenza di altitudine è di 560m., ma il lungo tratto nella palude e nel fango lungo il lago rende questo giorno un'altra vera sfida.

Giorno 6: Il rifugio Lake Kitandara

Lasciate il rifugio Bujuku direttamente per un sentiero che prima sale e poi scende per ben 2 volte prima di adentrarvi fra magici muschi e vegetazione che sembra ricamata sul passo Scott Elliot (4372m.). Questo sentiero è scosceso e roccioso, scivoloso nella stagione delle pioggie, ma continuando dritti a pochi metri dal passo c'è un'ottimo punto per sostare. Elena è il campo base per scalare il picco Margherita (5109m.), sul comprensorio del Monte Stanley, che richiede uno o due giorni in più e può essere tentato solo con un'ascia da ghiaccio, scarponi da montagna, ramponi, corde e comunque previo accordo con le guide dell'RMS Il sentiero del circuito continua sulla sinistra sopra il passo Scott Elliot , passa ed entra in una zona afro-alpina di rada e bassa vegetazione e di desolati e aspri massi più familiari agli alpinisti provenienti dalle montagne del nord. Se qui incontraste brutto tempo, ci sono tutti i presupposti per l'ipotermia. Lasciando il passo potrete godere della spettacolare vista della par te nord del picco Margherita, dei ghiacciai Elena e Savoia e del Monte Baker (4843m.), imponente sopra di voi ad est, alla sinistra del sentiero. Dopo esser ridiscesi di un centinaio di piedi dal passo, tagliate sotto roccie massiccie ai piedi del Monte Baker, dove spettacolari crateri sono stati creati dalla caduta dall'alto di grosse roccie; la vostra guida vi ammonirà dal provocare forti rumori. Salendo e scendendo il sentiero discende oltre la parte superiore del rifugio Lake Kitandara (4023m.). Questo incantevole posto é circondato da imponenti picchi ma il subitaneo tramonto e la notte possono essere freddi. La differenza di altitudine da Bujuku a Kitandara é di 425m.e, dal momento che lo Scott Elliot è il punto più alto e distante, alcuni escursionisti saranno più lenti a causa dell'enorme sforzo richiesto a queste altitudini. Diventa perciò importante riconoscere attentamente i sintomi degli eventuali disagi dovuti alle elevate alti udini.

Giorno 7: Il rifugio Guy Yeoman

Una partenza di buon'ora è consigliata per evitare surriscaldamenti nelle ore di cammino sugli scoscesi ma incantevoli sentieri che dal lago Kitandara (4282m.) portano al Passo Freshfield. Vedendo il Westward nei giorni limpidi che conduce alla confinante Repubblica Democratica del Congo e a nord col picco Margherita e il suo ghiacciaio che domina l'orizzonte. Freshfield è una lunga traversa tra stupendi alti muschi alpini; ancora fango per mezzora, quando il sentiero comincia la parte del circuito in discesa che dura 2 giorni. Foschia o pioggia possono rendere difficile da vedere la strada e il primo chilometro qui può risultare molto scivoloso. Rifugi di pietra in Bujongolo e Kabamba sono opzionali punti di pernottamento ma sarebbe meglio continuare attraverso l'apparentemente infinito fango fino al rifugio Guy Yeoman, di recente costruzione, a 3261m. Alcuni escursionisti compiono il tratto Kitandara-Guy Yeoman in 5 ore ma le soste per godere della vista dal passo, maltempo in discesa e le condizioni lente nelle ultime 2 ore di fango profondo, possono allungare di molto la giornata che in molti considerano altrettanto impegnativa del giorno 2.

Giorno 8: Il rifugio Nyabitaba

Gli escursionisti dovrebbero cominciare presto il loro viaggio di rientro così da arrivare al rifugio Nyabitaba prima che faccia buio. In ogni caso il sentiero dal Guy Yeoman è assai difficoltoso in qualche punto. Si raccomanda di aiutarsi a vicenda e di scendere molto lentamente, con lo sguardo rivolto al pendio invece che all'esterno, specialmente in prossimità di Kichunchu dove il sentiero costeggia e attraversa 2 volte il fiume Mubuku, prevalentemente nel fango profondo fino agli ultimi pochi chilometri di buon sentiero secco. Quest'ultimo segue la cresta giù a Nyabitaba, che completa il circuito. Escursionisti navigati compiono questo tratto in 5 ore. Decidere di proseguire fino a Nyakalengija comporta ulteriori 2 o 3 ore di cammino, a seconda delle condizioni delle vostre ginocchia e del vostro desiderio di raggiungere finalmente un letto confortevole e un bagno. Dovreste fare particolarmente attenzione alle piante rampicanti e alla macchia, resistendo alla fretta di uscire dalle montagne. Camminare in tarda serata può essere una buona occasione per avvistare uccelli e, se fortunati, potreste incontrare la scimmia dalla coda blu. Occhi d'aquila potranno inoltre intravvedere il camaleonte Rhinoserous di un verde brillante. Giorno 9: Rientro in Fortportal Dal rifugio Nyabitaba scendete al quartier generale del parco in 2 o 3 ore. Dopo pranzo trasferimento in Fortportal town; cena e pernottamento al Mountains of the Moon.

Giorno 10: Rientro in Entebbe

Dopo colazione trasferimento che in circa 5 ore vi porterà a raggiungere Kampala in tempo per pranzo. Pomeriggio libero dedicato allo shopping; a seconda del tempo rimasto potrete poi visitare lo splendido Giardino Botanico di Entebbe. Dopo cena sarete infine riaccompagnati all'Aeroporto Internazionale di Entebbe per il volo di rientro.

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