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Salita al Margherita peak

Bellissima salita tecnica oltre i 5000 mt nel paese africano. Il primo ad effettuare questa ascensione fu il Duca degli Abruzzi. Ideale per escursionisti esperti o alpinisti.

14

Durata

14 giorno

Livello

Altitudine massima

Informazione Generali

  • IDEALE PER ESCURSIONISTI ESPERTI E ALPINISTI

Itinerario

Giorno 1: Benvenuti in Uganda, la Perla dell'Africa!

Arrivo all'Aeroporto Int.ernazionale di Entebbe dove saremo ad aspettarvi per il benvenuto! A seconda dell'orario del vostro arrivo sarà poi possibile organizzare qualche piccola "attività" col principale intento di ambientarvi. Cena e pernottamento al Capitol Palace (o simili) in Kampala.

Giorno 2: ai piedi del Rwenzori...

Dopo colazione comincia il trasferimento che in 5 ore di strada asfaltata vi porterà direttamente a raggiungere la graziosa cittadina di Fortportal, che si trova nel verdissimo distretto di Kabarole dove, tra l'altro, potrete godere della vista delle magnifiche coltivazioni ti tè e farne delle ottime foto! Pranzo in città. Nel pomeriggio proseguirete verso la cittadina di Kasese, vicino al campobase per l'ascesa al Rwenzori. Cena e pernottamento al Rwenzori Mountains Safari Lodge (o simili).

Giorno 3: Comincia il circuito centrale

L'escursione parte dal quartier generale del parco a 1646m., lasciandovi alle spalle le tipiche case di fango dei Bakonzo e risalendo gradualmente attraverso l'erba degli elefanti e i giardini recintati. Ci vorranno circa 40 minuti per raggiungere il confine del parco. Il sentiero poi segue il fiume Mubuku attraversando aree divenute di recente scivolose, incudendo scalate sulle roccie, prima di raggiungere il fiume Mahoma in circa 2 ore e mezza. Dopo aver attraversato il fiume, ci sarà un tratto scosceso tra felci aperte e la foresta Podorcarpus fino al rifugio Nyabitaba (2652m.). Il tempo totale per un alpinista medio da Nyakalengija a Nyabitaba è di 5/7 ore e lo sbalzo è di 1200m. Escursionisti lenti possono impiegare molto più tempo sicché sarà meglio lasciare il quartier generale prima di mezzogiorno per evitare di trovarsi per strada al buio. In questo tratto della camminata, potrà capitare di sentire gli scimpanzé e talvolta di intravedere colobi bianchi e neri e le scimmie blu dietro al rifugio o il rillantemente colorato Turaco del Rwenzori.

Giorno 4: Il rifugio John Matte

Dal rifugio Nyabitaba il sentiero porta ad ovest per mezzo chilometro per poi scendere ripidamente al ponte Kurt Shaffer, attraversando di sotto la confluenza dei fiumi Bujuku e Mubuku. Dopo aver svoltato a destra dopo il ponte, cominciate l'escursione del circuito centrale in senso antiorario, dal momento che andare in senso orario risulta più difficile e rischioso. Dopo il ponte Kurt Shaffer il sentiero fangoso e scivoloso sale continuamente fino alla foresta di bambù. Dopo un ora e mezza incontrerete un'area di massi rotondeggianti e scivolosi considerati da qualche alpinista il punto più difficile e pericoloso dell'intero circuito. Dopo 5 ore di cammino dal rifugio Nyabitaba raggiungerete il rifugio Nyamuleju coi suoi ripari rocciosi che possono essere un buon posto per il pernottamento. Questo posto segna l'inizio della zona delle lobelie giganti, tipo di vegetazione che non si trova in nessun posto al mondo eccetto che nelle alte montagne tropicali. La camminata di un'ora per raggiungere il rifugio J hn Matte (3414m.) passa attraverso una palude che rappresenta una vera e propria sfida, piena di piante straordinarie; un passo lento può consentirvi di esaminare e fotografare questo paesaggio unico. Di solito ci vogliono 7 ore per raggiungere il rifugio John Matte. Alcuni escursionisti considerano questo il giorno più faticoso e lungo del circuito, cosicché sarà importante una partenza di buon'ora. In questo giorno avrete risalito di 915m. I visitatori che sentiranno di aver raggiunto il loro limite in questo punto dovrebbero considerare il John Matte come un posto ragionevole in cui fermarsi.

Giorno 5: Il rifugio Bujuku

Lasciate il rifugio John Matte per attraversare il fiume Bujuku ed entrare nella più bassa piana detta Bigo Bog, dove inizia la vostra prima esperienza di saltelli tra la palude erbosa. Il sentiero è fangoso e segue il margine sinistro (meridionale) del Bigo Bog fino a raggiungere il metallico rifugio Bigo col suo riparo roccioso. Oltrepassato quest'ultimo un tratto scosceso conduce al Bigo Bog superiore, nella seconda metà di questa palude; una passerella è stata costruita e, sebbene qualcuno possa vederla come un brutto intruso, rende il cammino più facile e impedisce alle persone di rovinare la palude. C'è un bellissimo ruscello in una gola nella parte finale della palude che può diventare una piacevole sosta per il pranzo. Un'ora e mezza dopo la parte superiore del Bog e dopo aver risalito terreni più secchi e incrociato il fiume, raggiungerete il lago Bujuku. La sua parte terminale meridionale sta in una posizione maestosa, col Monte Baker a sud, il Monte Stanley ad ovest e il Monte Speke a nord. La str da lungo le sponde nord-orientali del lago attraversa la parte più fangosa di tutto il circuito. Al di là della parte terminale nord del lago c'è un rifugio roccioso chiamato la "pentola" e ad una piccola distanza supplementare sta il rifugio Bujuku (3962m.), favorevolmente posizionato per scalate su parti del Monte Speke che richiedono abilità tecniche e attrezzature specialistiche. Ad ogni modo la collocazione all'ombra e la nebbia frequente possono rendere il rifugio Bujuku assai freddo. Solitamente il tempo per raggiungere Bujuku dal John Matte è 3/5 ore e la differenza di altitudine è di 560m., ma il lungo tratto nella palude e nel fango lungo il lago rende questo giorno un'altra vera sfida.

Giorno 6: Il rifugio Elena

Lasciate il rifugio Bujuku direttamente per un sentiero che prima sale e poi scende per ben 2 volte prima di adentrarvi fra magici muschi e vegetazione che sembra ricamata sul passo Scott Elliot (4372m.). Questo sentiero è scosceso e roccioso, scivoloso nella stagione delle pioggie, ma continuando dritti a pochi metri dal passo c'è un'ottimo punto per sostare. Elena è il campo base per scalare il picco Margherita (5109m.), sul comprensorio del Monte Stanley, che richiede uno o due giorni in più e può essere tentato solo con un'ascia da ghiaccio, scarponi da montagna, ramponi, corde e comunque previo accordo con le guide dell'RMS.

Giorno 7: Il picco Margherita (5.109 m.)

Questo giorno sarà dedicato all'ascesa del picco più alto del comprensorio. Al mattino presto ascesa sul nevoso picco Alexander (5092m); avanzate poi verso il più alto picco (5109m) che offre una notevole vista panoramica ed è perciò un'ottima occasione per scattare magnifiche foto. Di qui salendo e scendendo il sentiero discende oltre la parte superiore del rifugio Lake Kitandara (4023m.). Questo incantevole posto é circondato da imponenti picchi ma il subitaneo tramonto e la notte possono essere freddi. La differenza di altitudine da Bujuku a Kitandara é di 425m.e, dal momento che lo Scott Elliot è il punto più alto e distante, alcuni escursionisti saranno più lenti a causa dell'enorme sforzo richiesto a queste altitudini. Diventa perciò importante riconoscere attentamente i sintomi degli eventuali disagi dovuti alle elevate altitudini.

Giorno 8: Il rifugio Guy Yeoman

Una partenza di buon'ora è consigliata per evitare surriscaldamenti nelle ore di cammino sugli scoscesi ma incantevoli sentieri che dal lago Kitandara (4282m.) portano al Passo Freshfield. Vedendo il Westward nei giorni limpidi che conduce alla confinante Repubblica Democratica del Congo e a nord col picco Margherita e il suo ghiacciaio che domina l'orizzonte. Freshfield è una lunga traversa tra stupendi alti muschi alpini; ancora fango per mezzora, quando il sentiero comincia la parte del circuito in discesa che dura 2 giorni. Foschia o pioggia possono rendere difficile da vedere la strada e il primo chilometro qui può risultare molto scivoloso. Rifugi di pietra in Bujongolo e Kabamba sono opzionali punti di pernottamento ma sarebbe meglio continuare attraverso l'apparentemente infinito fango fino al rifugio Guy Yeoman, di recente costruzione, a 3261m. Alcuni escursionisti compiono il tratto Kitandara-Guy Yeoman in 5 ore ma le soste per godere della vista dal passo, maltempo in discesa e le condizioni lente nelle ultime 2 ore di fango profondo, possono allungare di molto la giornata che in molti considerano altrettanto impegnativa del giorno 2.

Giorno 9: Il rifugio Nyabitaba

Gli escursionisti dovrebbero cominciare presto il loro viaggio di rientro così da arrivare al rifugio Nyabitaba prima che faccia buio. In ogni caso il sentiero dal Guy Yeoman è assai difficoltoso in qualche punto. Si raccomanda di aiutarsi a vicenda e di scendere molto lentamente, con lo sguardo rivolto al pendio invece che all'esterno, specialmente in prossimità di Kichunchu dove il sentiero costeggia e attraversa 2 volte il fiume Mubuku, prevalentemente nel fango profondo fino agli ultimi pochi chilometri di buon sentiero secco. Quest'ultimo segue la cresta giù a Nyabitaba, che completa il circuito. Escursionisti navigati compiono questo tratto in 5 ore. Decidere di proseguire fino a Nyakalengija comporta ulteriori 2 o 3 ore di cammino, a seconda delle condizioni delle vostre ginocchia e del vostro desiderio di raggiungere finalmente un letto confortevole e un bagno. Dovreste fare particolarmente attenzione alle piante rampicanti e alla macchia, resistendo alla fretta di uscire dalle montagne. Camminare in tarda serata può essere una buona occasione per avvistare uccelli e, se fortunati, potreste incontrare la scimmia dalla coda blu. Occhi d'aquila potranno inoltre intravvedere il camaleonte Rhinoserous di un verde brillante.

Giorno 10: Verso il fondo valle

Dal rifugio Nyabitaba scendete al quartier generale del parco in 2 o 3 ore. Pranzo al lodge. Pomeriggio fondamentalmnete dedicato al riposo e ripristino bagagli ecc. Cena e pernottamento al Rwenzori Mountains Safari Lodge (o simili).

Giorno 11: Verso Bwindi

Dopo colazione comincerete il trasferimento verso il parco Nazionale della Foresta Impenetrabile di Bwindi, passando attraverso il settore sud del Queen Elizabeth, Ishasha, famoso per i leoni che si arrampicano sui maestosi fichi in cerca di ombra e riposo. Qui, a seconda del tempo e delle condizioni delle strade, farete un game drive alla ricerca di questi meravigliosi felini, oltre che dei "piccoli" ma turbolenti elefanti di foresta e delle svariate specie di antilopi. Dopo pranzo, proseguite fino a raggiungere Bwindi. Cena e pernottamento all'Engagi Lodge (o simili). N.B. Il lodges di questa sera potrebbe cambiare a seconda della famiglia di gorilla per la quale i clienti avranno il permesso. Questo (assieme ad una eventuale differenza nel prezzo) vi verrà da noi comunicato subito dopo l'acquisto dei permessi gorilla.

Giorno 12: I Gorilla di montagna

Questo sarà il giorno chiave: il trekking dei gorilla! Dopo un breve briefing da parte dei rangers dell'UWA (Uganda Wildlife Authority) sarà già l'ora di addentrarsi nella foresta impenetrabile.. La durata dell'escursione è incalcolabile (dipende dagli spostamenti in quel giorno della famiglia di gorilla) perciò l'esperienza può diventare faticosa; dovrete portar con voi acqua a sufficienza e il pranzo al sacco. Una buona forma fisica è indispensabile, anche se molti sono gli aiuti che riceverete dai portatori (servizio extra e facoltativo: consigliato!). Tra i mammiferi che qui si possono incontrare oltre ai gorilla di montagna, la rara scimmia dorata, bufali, elefanti di foresta, bushbacks, leopardi, iloceri giganti di foresta, duikers e altri ancora. Arriverete dapprima a raggiungere i trackers, coloro grazie ai quali vi sarà possibile assistere allo spettacolo! Là lascerete zaini, bastoni e portatori; solo voi e 2 rangers/ guida continuerete per pochi istanti prima che il primo gigante nero (a meno c e non si tratti di un cucciolo..) appaia ai vostri occhi... Il brivido provocato dall'incontro con questi gentili primati è una rara, movimentata ed eccitante avventura che vi lascerà un ricordo indelebile per un'esperienza veramente unica. I gorilla sono letteralmente animali cui manca solo la parola (cosa cui si sopperisce col linguaggio degli occhi); son pertanto animali cui è estremamente chiara ogni dinamica, specialmente quella che starà andando in atto: degli ospiti son entrati a casa loro (la foresta); sarà pertanto necessaria da parte Vs una buona do e di buone maniere... Rimane comunque un'esperienza indimenticabile vederli e fotografarli mentre interagiscono fra loro. Cena e pernottamento all'Engagi Lodge (o simili). N.B. Il lodges di questa sera potrebbe cambiare a seconda della famiglia di gorilla per la quale i clienti avranno il permesso. Questo (assieme ad una eventuale differenza nel prezzo) vi verrà comunicato subito dopo l'acquisto dei permessi gorilla da parte nostra.

Giorno 13: Il Parco Nazionale del Lago Mburo

Dopo colazione rientro verso la capitale. Passerete dapprima attraverso la città di Kabale per poi entrare nella regione dell'Ankole, famosa per le sue mucche dalle corna impressionanti per lunghezza e per i suoi paesaggi dolcemente ondulati e verdi. Dopo Mbarara (dove ci fermeremo per pranzo), una delle città più sviluppate e ricche (per gli standard ugandesi!) farete ingresso al Parco Nazionale del Lago Mburo, il più piccolo in Uganda e l'unico a contenere un lago (in realtà ce ne sono ben 5). Arrivo sull'ora di pranzo; nel pomeriggio farete un giro in barca sul lago Mburo dove avrete modo di vedere da vicino ippopotami, coccodrilli e i moltissimi uccelli d'acqua qui presenti quali le aquile pescatrici, le varie e coloratissime specie di martin pescatori e di aironi ecc. ecc. Successivamente farete un game drive serale di rientro verso il Lodge alla ricerca dei leopardi, delle iene nonché delle numerose specie di antilopi e soprattutto delle eleganti zebre, presenti solamente qui e in Kidepo.. Cena e pernottamento allo splendido Mihingo Safari Lodge.

Giorno 14: Rientro in Entebbe

Questa mattina, dopo colazione, potrete decidere di intraprendere un nuovo game drive all'interno del parco. Dopo pranzo rientro verso la capitale. Sosta lungo la linea dell'Equatore per gli eventuali ultimi acquisti di souvenirs. Raggiungerete infine Entebbe dove, a seconda del tempo rimasto potrete visitare lo splendido Giardino botanico. Dopo cena sarete infine riaccompagnati all'Aeroporto Internazionale per il volo di rientro.

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